La Route du Brachetto

La Strada del Brachetto

Outdoor

La Route du Brachetto
Non tutti i rubini sono da indossare, qualcuno si fa anche assaporare. E’ il rosso rubino del Brachetto, il vino che non poteva mai mancare nei salotti delle “madamin” piemontesi. Il vino dolce, aromatico, poco alcolico, vivace e profumato di rosa che veniva servito fresco quando andava di moda ritrovarsi in casa per delle visite di cortesia.  I tempi sono cambiati, ma il Brachetto ha mantenuto questa sua allure di raffinata bevanda da chiacchiere e momenti felici.
L’itinerario del Brachetto, proposto dalla “Strada del Vino Astesana”, è un percorso bike molto suggestivo tra i vigneti che sono alla base di questo e di altri rinomati vini e prende le mosse da Mombaruzzo, il paese noto per gli amaretti e per le ottime grappe.

Evita le grappe prima di metterti in sella, ma se vuoi un carico di energie puoi sempre fare affidamento sui morbidi dolcetti nati da una storia d’amore. E’ la storia di Francesco Moriondo, economo presso i Savoia a Venaria, che si innamorò di una giovane donna di origini siciliane, pasticcera presso la casa reale. I due decisero di aprire una pasticceria a Mombaruzzo e l’incontro delle tradizioni locali con quelle della Trinacria, complice l’armellina (la mandorla del nocciolo dell’albicocca), diede origine a questo biscotto dalla nota un po’ amara, ma ricco di proprietà nutrienti. Fatta questa doverosa e romantica premessa, con gli occhi sognanti e le papille gustative in stato di allerta, è giunto il momento di iniziare il tour che parte da Piazza del Popolo e si allontana dal centro percorrendo Via Guasti che, ai primi saliscendi, diventa SP44. Attraverserai quindi frazione Casalotto, in direzione Nizza Monferrato, e transiterai davanti alle storiche Distillerie Berta.

Superato l’abitato svolta a sinistra in direzione Fontanile (Via Zerbasso) e procedi fino a località Croci. Nei pressi di un caseggiato color senape una stradina in discesa ti porterà sulla SP 60 che percorrerai per pochi metri fino ad incontrare una secondaria sulla destra (Strada Prielle) che termina su un incrocio, dove puoi decidere se procedere sull’anello lungo, per poi ritornare qui e proseguire sull’ultimo tratto, oppure svoltare a sinistra e accorciare di molto il percorso. L’anello lungo ti porterà, sempre attraversando paesaggi molto suggestivi, alla scoperta di Castel Boglione, Rocchetta Palafea, Montabone e Castelletto Molina: tutti comuni in cui troverai buoni motivi per soste culturali, tra parrocchiali barocche, torri, castelli e immancabili specialità enogastronomiche.

Alla fine del giro tornerai su questo incrocio e proseguirai attraversando Fontanile e passando sotto la monumentale chiesa parrocchiale neogotica di San Giovanni Battista che, con il suo cupolone alto 53 metri, svetta inconfondibile tra le colline, non tralasciando di godere dei murales del progetto “I muri raccontano”, vere e proprie cartoline narranti che impreziosiscono le vie del paese. Una discesa ed eccoti a Mombaruzzo Stazione, ma non finisce qui perché il nostro invito è quello di svoltare, nei pressi del passaggio a livello, in direzione Quaranti, sulla SP4. Un paio di chilometri e sarai nel paese del record dei vini. Quaranti, infatti, è la più piccola delle “Città del Vino” d’Italia ma con il maggior numero di vini DOC e DOCG, tra i quali spiccano Moscato e ovviamente Brachetto.  Percorri Via Marconi e Via S. Defendente che scende e diventa sempre più stretta mentre attraversi campi e pioppeti. Procedi a sinistra, al quadrivio successivo a destra e all’incrocio con Via Cervino ancora a destra seguendo le indicazioni per Maranzana. Si sale e sarai nel paese che diede i natali ad un personaggio leggendario: l’esploratore Giacomo Bove che nel 1878, lasciò le vigne cui era destinato, e partì a bordo della nave Vega alla volta dell’estremo Nord, alla ricerca di un passaggio tra l’Oceano Atlantico e l’Oceano Pacifico attraverso lo stretto di Bering. Una missione tra le più importanti del secolo dichiarata “Memory of the world” dall’UNESCO. Vengono i brividi, vuoi per il freddo che evoca la missione Nordenskiold, vuoi all’idea che da queste colline si sognassero mari e imprese così lontane. 

Attraversa il centro del paese, noto anche per i “babaci”, pupazzi realizzati dagli abitanti per animare le vie del paese, percorrendo Via San Giovanni, Via G. Bove e Via C. Battisti raggiungendo regione Cervino e seguendo le indicazioni per Alessandria. All’incrocio svolterai sulla SP 45 che lascerai per procedere in direzione Mombaruzzo Alto. Un po’ di salita ed eccoti in paese al punto di partenza dove, a questo punto, puoi recuperare le forze assaggiando degli amaretti, morbidi e decisi come i paesaggi che ti hanno deliziato lungo il percorso, magari accompagnato da un ritemprante e fresco calice di Brachetto. 

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Parcours de l'Astesana

Percorsi dell’Astesana

Un territorio antico, colmo di storia, ma anche una Strada del Vino con oltre 200 aziende associate che promuovono, tutte insieme, uno degli angoli più belli del Piemonte: l’Astesana.

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La Route du Moscato di Canelli

La Strada del Moscato di Canelli

Crinali mozzafiato, vigneti a perdita d’occhio, paesi dal fascino antico e paesaggi Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Un viaggio tra tralci, pampini e grappoli che tutti conoscono nella loro versione liquida e pochi hanno il privilegio di vivere allo stato vegetale. 

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Strada Del Nizza

La Strada del Nizza

Sabbie Astiane poste su argille marnose e ricche di microelementi… tante sabbie a formare dei grandi cumuli: no, non sono dune, perché le sabbie sono quelle di un antico mare e ora sono delle verdeggianti colline della Barbera e per l’esattezza quelle dei 18 comuni, che per la loro ottima esposizione e le perfette condizioni climatiche, si fregiano della coltivazione del Nizza DOCG.

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Route de la Barbera della Rocchetta

Strada della Barbera della Rocchetta

Si chiama Rocchetta Tanaro, perché da quattro millenni, su questa sponda del fiume l’uomo ha trovato un posto fertile e quieto dove dedicarsi all’agricoltura e ai commerci. Ma potrebbe anche chiamarsi Rocchetta Barbera, perché da qui negli anni ’80 partì la sfida di Giacomo Bologna per far conoscere al mondo intero un vino fino ad allora considerato “vino del popolo” e, a torto, poco degno di attenzioni. Oppure potremmo chiamarla Rocchetta della Natura perché da qui inizia una delle Riserve Naturali più estese della Provincia di Asti.

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