In ogni città nasce sempre qualche visionario, qualcuno che vede lungo, più degli altri. Lancia una o più idee e, forte di un carisma fuori dal comune, tutti lo seguono e quella idea diventa ogni giorno più forte, ogni giorno più amata fino a divenire un segno distintivo di quella comunità. Quel visionario ad Asti si chiamava Giovanni Borello, artigiano e stimato professionista. Fu durante il suo mandato di Presidente della Camera di Commercio di Asti che nel 1967 ideò il Concorso Enologico Nazionale “Premio Douja d’Or” e, qualche anno più tardi, nel 1974, lanciò il Festival delle Sagre, l’appuntamento con la tradizione contadina nel più grande ristorante all’aperto mai allestito e con il coinvolgimento di 40 Pro-Loco.
Idee vincenti che, con il Palio, ancora oggi animano il settembre astigiano, in un centro storico che è tutto un fermento e un tripudio di colori e profumi. Una festa lunga un mese, amata dagli astigiani e dai tanti turisti che raggiungono la città di Alfieri certi di poter trovare il meglio in termini di eccellenze enogastronomiche.
Si scrive “Douja”, ma si pronuncia “dùia”, come quel Gian, Gianduja, la maschera piemontese caratterizzato dal suo avere con sé sempre un vaso di terracotta per travasare, conservare e servire il vino. La Douja d’Or è da sempre sinonimo di festa del vino.
La Douja d’Or 2026 sarà un’esperienza diffusa, aperta e coinvolgente, con degustazioni, appuntamenti culturali, incontri ed eventi dedicati agli appassionati di vino e a chi desidera conoscere Asti e il suo territorio attraverso le produzioni, le storie e le atmosfere che li rendono unici.
Asti | 11–20 settembre 2026
Programma in arrivo
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