Asti, una vera capitale medioevale.

Asti, adagiata sulla piana del Tanaro a sbarrare la via per la Francia così come quella per la Pianura Padana, fu per due secoli la città più ricca d’Europa, primo vero centro bancario, con le “casane” che prestavano denari ai re e finanziavano guerre e crociate. Asti, dal 1095 Libero Comune, con le proprie leggi scritte sul Libro della Catena (tuttora conservato a Palazzo Mazzola) e una fiera indipendenza garantita da un esercito temuto e rispettato da tutti i potenti vicini.

Asti che nel 1275 corre per scherno attorno alle mura della nemica Alba assediata il suo tradizionale Palio, facendone quindi il più antico d’Italia. Asti che per un secolo fonda ai propri confini ville-nuove, centri mercatali fortificati liberi dai diritti feudali ma legati per sempre a lei da un patto di fedeltà. Asti che combatte ora Alba, ora Chieri e sempre si oppone, come un muro invalicabile, alle mire del Marchesato del Monferrato, che difatti mai la prese. Asti, città romana che conserva l’identità delle proprie memorie latine a partire dal suo santo protettore, San Secondo, appunto un soldato romano martirizzato. Asti, antichissima diocesi del IV secolo che un tempo si estendeva fino a Ceva, il cui potentissimo vescovo era l’unico del Piemonte meridionale, con quelli di Alba e Acqui. Asti che il 14 agosto 1342 infine cade, assoggettandosi ai Visconti e poi passando di mano in mano, di signore in signore. Asti, ingloriosamente ceduta come dote nuziale a Valentina Visconti, promessa sposa di un Orléans.

A chi oggi cammini per le vie del centro sembrerà, infatti, che le nobili famiglie astesi, con i loro nomi e la loro furia cieca, di notte ancora rivendichino la “potestà” su Asti e che, da torri e palazzi, logge ed androni, attraverso queste pietre secolari, ancora bisbiglino le loro storie. Ma le loro storie e i loro palazzi sono ancora qui, tutti da scoprire. Facciamolo insieme percorrendo 4 itinerari in città e non solo.