La sintesi perfetta delle virtù del Bel Paese.

Canelli, Nizza Monferrato, San Damiano d’Asti e Moncalvo: posti quasi ai quattro estremi della provincia, essi sono molto diversi tra loro, complementari nelle caratteristiche architettoniche come nelle diverse origini storiche, summa e sintesi delle complicatissime vicende storiche che hanno caratterizzato il basso Medioevo piemontese.

Parliamo di cittadine tra i 5000 e i 10000 abitanti, ma con una notorietà decisamente superiore alle proprie dimensioni: Canelli è da un secolo e mezzo la capitale dello Spumante italiano e poi delleno-meccanica mondiale,  Nizza Monferrato è la regina del Cardo Gobbo e della Barbera, San Damiano d’Asti è il salotto elegante delle Colline Alfieri celebre per i pregiati capponi, mentre Moncalvo, già capitale del Monferrato, vanta tradizioni gourmet di bollito e tartufo.

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Moncalvo, che ancora sbarra la via per Casale, veglia sulla provincia di Asti così come un tempo era invece la chiave e lo scudo del Monferrato; San Damiano d’Asti, prima della moderna viabilità, era la vedetta astigiana a guardia della via per la nemica” Alba. Nizza e Canelli si affacciano sullo stesso Belbo che sfuma dalla Langa al Monferrato e, come ogni cittadina che si rispetti in ogni angolo del mondo, sono fieramente rivali. A ben guardare questi centri sono una bella sintesi anche del carattere di questi piemontesi del Sud, parenti dei liguri e allievi dei lombardi, che di francese hanno nulla, ma semmai un che di levantino, specie nell’abilità dei commerci e nel genio creativo.Respirare laria di provincia a volte fa bene, permette di guardare le cose da una prospettiva diversa, spesso vincente, seppur rilassata e gaudente.